Cosa NON è l’orientamento professionale
Ti è mai capitato di sentirti perso e non riconoscere più il panorama che ti sta attorno? Di sentirti fuori posto, senza però sapere quale sia, effettivamente, il tuo posto? Hai mai pensato di essere sbagliato perché “sono adulto, a quest’ora dovrei avere le idee chiare”? Se ti riconosci in queste domande sappi che non c’è nulla di male nel sentirsi persi - non sei sbagliato, sei solo umano.
Nel primo ciclo di newsletter si è parlato di temi inerenti l’orientamento, tra cui l’evoluzione del mondo del lavoro, trend occupazionali e competenze tecniche e trasversali più richieste. Ma cosa si intende davvero per orientamento? Nelle prossime settimane andremo ad analizzare nel dettaglio cos’è (e cosa non è) l’orientamento professionale, a cosa (e quando) serve, quante e quali tipologie ne esistono e come sfruttarlo al meglio. Partiamo allora proprio dal motivo per cui oggi è così importante parlare di orientamento.
Per molto tempo (spesso ancora oggi!) la società ha promosso un’idea semplificata di orientamento: conoscere se stessi è automatico, scontato e definitivo. Questa concezione va di pari passo con la visione del lavoro come mero strumento di sopravvivenza o successo economico, spingendo a costruire carriere basate su stabilità e guadagno, anche a scapito della realizzazione personale (e spesso della consapevolezza dei propri diritti).
In questo scenario, sentirsi confusi o bloccati non è un’anomalia, ma una conseguenza naturale di un sistema che raramente educa all’autoconoscimento. Al contrario di quanto suggeriscono queste teorie obsolete, conoscere se stessi non è né immediato né definitivo - cambiamo ed evolviamo continuamente nelle varie fasi della nostra vita, e imparare a rileggersi nel tempo è una risorsa fondamentale.
Ecco perché noi di Mia Academy siamo fermamente convinti che orientarsi non debba essere un “extra” o un lusso per pochi. Al giorno d’oggi sapersi orientare è una vera e propria competenza che aiuta a prendere decisioni più consapevoli e ad affrontare il futuro con maggiore chiarezza.
Ma prima di analizzare cosa si intende per orientamento, partiamo dal dire cosa NON è l’orientamento professionale.
- Non è un test online che ti dice “che lavoro fa per te”.
A chi non è capitato di imbattersi sui social in test che promettono di rivelare la professione giusta per te in una manciata di minuti? Se orientarsi fosse tanto semplice, i tassi occupazionali sarebbero ben diversi.
- Non è un consiglio generico del tipo “segui le tue passioni”.
Se è vero che è importante ascoltarsi e comprendere quali sono le proprie attitudini, è altrettanto vero che quello non è che un punto di partenza. Senza gli strumenti che ti aiutano a capire come tradurre quelle attitudini nella realtà lavorativa, un consiglio generico non può che rimanere fine a se stesso.
- Non è una scelta dettata dalla fretta.
Una scelta che parte dalla paura di restare fermi non potrà mai portare nella direzione giusta. La paura di sbagliare fa parte dell’essere umani, per questo motivo l’orientamento non deve forzarti nel compiere una scelta per la quale non sei pronto. Il che ci porta al punto finale e forse il più importante.
- Non è qualcuno che decide al posto tuo.
Un percorso di orientamento non è una sessione di un’ora con qualcuno che ti propone una risposta standard preconfezionata. Purtroppo o per fortuna, nessuno può prendere una decisione sul tuo futuro al posto tuo. Lo scopo dell’orientamento professionale non è togliere responsabilità e promettere soluzioni facili. Al contrario, parte da una verità semplice quanto complessa: ogni percorso è personale e merita tempo, ascolto e consapevolezza.
Ora che abbiamo chiarito cosa l’orientamento professionale non è, non resta che porsi la domanda più importante: che cos’è davvero l’orientamento? Nella prossima newsletter entreremo senza indugio nei dettagli di questo affascinante strumento per conoscersi e prendere decisioni consapevoli. Nel frattempo… vuoi saperne più sul nostro percorso di orientamento?
