Talento, competenza e passione
La settimana scorsa ci siamo dedicati alla distinzione dei concetti di obiettivo e di valore, identificando il primo come “direzione” verso la quale tendere e il secondo come “bussola” interiore capace di rendere coerenti i nostri obiettivi e sostenibile il loro raggiungimento.
Oggi invece ci focalizzeremo su tre dimensioni importanti: talento, competenza e passione. Perché non tutto quello che ci piace è passione, non tutto ciò che sappiamo fare è competenza così come non tutto quello che ci viene naturale è talento. E distinguere queste sfumature può aiutarci ad orientarci meglio.
Diamo subito delle definizioni così da delineare il nostro campo d’azione:
Talento: qualcosa che ti viene spontaneo, una propensione innata come saper improvvisare una presentazione senza essersi preparati
Passione: qualcosa che ti accende, ti stimola, come provare entusiasmo nel migliorare processi o prodotti, o essere motivati dal mentoring di colleghi
Competenza: ciò che, con metodo e impegno, hai imparato a fare, come padroneggiare un software specifico (per quanto ci riguarda vale anche il crochet!)
Ma è pure vero che ciò che ci viene naturale:
- non sempre è talento, perché può essere una semplice abitudine o routine;
- non sempre è passione, potremmo semplicemente trovare l’attività gradevole, ma non ci accende a livello profondo;
- non sempre è competenza, perché potremmo aver imparato solo superficialmente o in un contesto molto limitato.
Ecco perchè talvolta le nostre scelte, anche quelle che ci sembrano più “sensate”, sono frutto di uno squilibrio o di un ragionamento parziale tra queste tre forze. Quante volte potrebbe esserci capitato di confondere una passione per una professione e ci siamo sentiti dire: "fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno nella tua vita”? Il risultato di questa infelice equazione: quando odierai il tuo lavoro inizierai ad odiare anche ciò che prima amavi.
Ma è altrettanto pericoloso affidarsi solo al talento che se non supporta la competenza rischia di essere sottoutilizzato, oppure contare solo sulle competenze con conseguente rischio di burnout o la sensazione di avere un lavoro privo di senso.
Per scongiurare questi pericoli e renderti ancora più consapevole delle potenzialità contenute in queste “spinte”, ti proponiamo un breve esercizio per guidarti uno step più vicino al tuo obiettivo.
- Su un foglio traccia tre colonne: Talento | Passione | Competenza
- Scrivi sotto ognuna di esse qualcosa che ti viene naturale, che ti attiva e che sai fare
- Ora osserva: ci sono sovrapposizioni? C’è un’area più dominante? Ci sono dei vuoti?
- Infine, prova a riflettere come questi accavallamenti possano ispirarti nel prendere decisioni più consapevoli nel tuo percorso di scelta.
Orientarsi non significa trovare la carriera perfetta al primo colpo, ma capire quali opzioni hanno più probabilità di portare entusiasmo, crescita e soddisfazione. Così come fare chiarezza sulle differenze tra talento, passione e competenze può offrire spunti concreti di riflessione dalle correlazioni che possono nascere da questa analisi.
La prossima settimana parleremo dettagliatamente di motivazione e del "perché" profondo che risiede in ciò che facciamo, intanto se l’esercizio delle tre colonne ti ha fatto scaturire qualche nuova considerazione qui potrai prenotare un colloquio gratuito con il nostro team di orientamento.
Quale delle tre colonne hai trovato più facile riempire?
Se hai piacere di condividerlo con noi, faccelo sapere nei commenti!
Ora non ti resta che fare il primo passo: lasciati orientare!
