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Chiara Vinci: disciplina, fragilità e spontaneità tra la vita e il set

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Chiara Vinci, attrice siciliana (Centro Sperimentale di Cinematografia), racconta la sua “svolta” a La Mia Svolta: dalle estati a Marsala ai primi set con Daniele Luchetti, la sfida di “Storia di una famiglia per bene”, il Premio Chineo e la lotta agli stereotipi sulla bellezza.

Cos’è La Mia Svolta

🎙️ La Mia Svolta – Perché non sai MAI cosa c’è dietro l’angolo! è il podcast ideato da Mia Academy e condotto da Sonia Aquino: storie vere di cambiamento personale e professionale, per ispirare chi vuole crescere e ripartire con nuovi strumenti e consapevolezze.
Ogni episodio nasce con un obiettivo editoriale chiaro: ispirare, rafforzare la cultura della crescita e coinvolgere la community con esempi concreti di “svolta”.

 

Marsala, il mare e un’infanzia “lunghissima”

Nata a Marsala, Chiara descrive un’infanzia luminosa e protetta. Timida per sua memoria, “vivacissima” per chi l’ha conosciuta: la prima, piccola frattura tra immagine di sé e sguardo degli altri—tema che ritornerà spesso nella sua storia d’attrice.

La prima scintilla verso il cinema e la carriera attoriale scocca con una scena in inglese, che “capita” quasi per destino durante una recita scolastica. 

Era probabilmente qualcosa che volevo fortemente, ma da timida non avevo il coraggio di alzare la mano.”

Quel giorno scopre un luogo senza giudizio: il palcoscenico.

 

Il Centro Sperimentale: la svolta della disciplina

Dopo il liceo, la decisione non è immediata, ma l’ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia è un vero spartiacque:

“Tre anni, dalle 9 alle 18, di lavoro duro. Ho messo su le spalle. Non solo come attrice: sono cambiata come persona.”

Qui impara disciplina, resilienza e la differenza tra passione e mestiere.

 

Il primo set importante: “Momenti di trascurabile felicità” (Daniele Luchetti)

Il battesimo sul set è un terremoto: scene riscritte, tempi, indicazioni incrociate, responsabilità fisiche ed emotive.

“La sera ho chiamato mia madre: ‘Non sono fatta per questo lavoro’. Il set è un’altra cosa rispetto alla scuola: lo impari facendolo.”

La consapevolezza arriva dopo: essere attori è artigianato delle emozioni e padronanza del ritmo produttivo.

 

Premio Chineo: un incoraggiamento che diventa direzione

Il Premio Chineo (giovani artisti emergenti, durante la Mostra del Cinema di Venezia) non è un traguardo, ma un segnale:

“Non un punto di arrivo, ma di partenza. Ho sentito che il mio percorso stava andando nella direzione giusta.”

 

La “cattiva” che non ti aspetti: Maddalena in Storia di una famiglia per bene

Casting fatto “giocando”, senza prendersi troppo sul serio; poi la scelta.

“È stata una svolta: ho lavorato su durezza dello sguardo e rigidità del corpo. Con la dialect coach ho modellato la prosodia barese per allontanarmi da Chiara.”

Tre anni di set (2021–2023), una sfida linguistica e caratteriale che scardina il type casting della “ragazza romantica”.

 

Bellezza e stereotipi: da scudo a risorsa

“Per anni ho provato a nascondermi: niente trucco, tute larghe, capelli non schiariti. La bellezza può essere un’arma a doppio taglio se ti inchiodano allo stereotipo.”


La svolta? Accettarsi e valorizzarsi senza farsi definire dal pregiudizio: “O ti sta bene o non ti sta bene: questo sono io.”

Chiara è solare, autoironica, capace di dichiarare un motto che è programma di vita:
“Fake it until you make it.”
Sogna una cena con Lady Gaga, una “combattente incredibile” e si emoziona ancora al cinema “quando un film è davvero capace di toccarti”.

🎥 Guarda l’episodio completo su YouTube e scopri il percorso di Chiara Vinci.


La Mia Svolta – Perché non sai MAI cosa c’è dietro l’angolo!