Se il tuo lavoro fosse una relazione, la definiresti sana?
Orientamento e benessere - Lavoro e salute mentale
Ti è mai capitato di finire la giornata senza energie, anche senza aver fatto “nulla di pesante”?
Di sentirti stanco più mentalmente che fisicamente, come se qualcosa ti stesse prosciugando dall’interno? Succede più spesso di quanto pensiamo, e no, non è sempre “solo stanchezza”. Spesso è un segnale più profondo, un segnale che ha a che fare con il modo in cui viviamo il nostro lavoro, e che non va ignorato.
In queste settimane esploreremo il legame tra lavoro e salute mentale, approfondendo aspetti come burnout e parlando del confine vita-lavoro.
Ma che collegamento c’è tra lavoro e salute mentale?
Il lavoro occupa indiscutibilmente una fetta importante delle nostre vite. Non solo in termini temporali, ma anche a livello mentale ed emotivo - è un vero e proprio bagaglio che ci portiamo appresso ogni giorno. Per questo motivo non può che avere un impatto diretto sul nostro benessere.
Ci sono persone che pur lavorando 40 ore a settimana, una volta finita la giornata lavorativa sono ancora mentalmente cariche abbastanza da dedicarsi a un hobby, fare sport, vedersi con gli amici, giocare con i propri figli. Altre che invece, sebbene lavorino part-time, escono dal posto di lavoro talmente esauste e drenate da non trovare neanche le forze per cucinare un pasto caldo.
Non è (solo) questione di quanto lavoriamo, ma di come quel lavoro ci fa sentire.
Eppure, questo è un aspetto che per un motivo o per l’altro tendiamo a ignorare. Non è certo una novità che il tema della salute mentale venga ancora considerato un tabù, in particolare in relazione al mondo del lavoro. Si pensi a commenti come “sii grato di avercelo, un lavoro”, “pensa a quelli che fanno la fame”, “io alla tua età mi spaccavo la schiena e non mi sono mai lamentato” - questi non fanno che rafforzare lo stigma, portando una persona che si sente prosciugata dal lavoro a sentirsi sbagliata, a mascherare la stanchezza o addirittura ignorarne i segnali.
Quali sono quindi i segnali da non ignorare?
Capire se il lavoro sta influenzando il tuo benessere mentale non è sempre immediato. Spesso i segnali arrivano in modo graduale, quasi silenzioso, ed è proprio questo che rende facile ignorarli. Possiamo raggrupparli in tre aree:
- Mentali
Difficoltà a concentrarti anche su attività semplici
Sensazione di “testa piena”, come se non riuscissi mai a staccare del tutto
Calo della motivazione, anche verso compiti che prima gestivi senza problemi - Emotivi
Irritabilità più frequente del solito
Ansia quando pensi al lavoro (anche fuori dall’orario lavorativo)
Distacco: fai le cose in automatico, senza coinvolgimento - Fisici
Stanchezza persistente, anche dopo aver riposato o al risveglio al mattino
Problemi di sonno o risvegli notturni
Tensione muscolare (spalle, collo, schiena)
Attenzione: avere uno o qualcuno di questi segnali occasionalmente non significa che ci sia necessariamente qualcosa che non va. Il problema sorge quando questi diventano la normalità - è lì che vale la pena fermarsi e chiedersi cosa sta succedendo.
La salute mentale non è qualcosa di separato dal lavoro. È dentro il modo in cui viviamo le nostre giornate, le energie che abbiamo (o che perdiamo), il senso che attribuiamo a quello che facciamo. Per questo iniziare a farsi qualche domanda non è un segnale di debolezza, ma di consapevolezza.
Il punto non è solo il lavoro che scegli, ma anche l’impatto che ha su di te. È proprio da questa consapevolezza che nasce il percorso di orientamento di Mia Academy: uno spazio gratuito, aperto a tutti e pensato per aiutarti a fare chiarezza senza pressioni.
Nella prossima newsletter entreremo ancora più nel concreto, parlando di burnout, cos’è davvero e come riconoscerlo prima che diventi difficile da gestire.
E tu, che rapporto hai oggi con il tuo lavoro? Scrivicelo nei commenti!